Cibi da evitare? Ecco la mi lista

Featured

Eccomi qui, ancora una volta a parlarvi di alimentazione corretta, oggi da un punto di vista differente. Come esistono diverse scuole di pensiero riguardo a quale sia il regime alimentare più corretto e salutare, così ne esistono altrettante su quali sarebbero i cibi da evitare attentamente. Ebbene, oggi vi propongo la mia lista.

  • CIBO IN SCATOLA E ACQUA IN BOTTIGLIA

Il cibo in scatola va evitato perchè l’interno dei barattoli è rivestito da una pellicola che contiene Bisfenolo A. Il Bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica altamente tossica che gli esperti collegano ad una lunga serie di malattie quali diabete, cancro, cardiopatologie, problemi neurologici. Lo stesso vale quindi per l’acqua in bottiglie di plastica che viene inoltre imbottigliata molto prima di essere consumata e subisce vari sbalzi di temperatura durante il percorso di distribuzione.

Ovviare a questi problemi è molto semplice. Basta acquistare cibo fresco e bere acqua corrente, meglio se filtrata con un apposito filtro.

  • CARNI DA ALLEVAMENTO E LAVORATE

Oggi tutte le carni in commercio vengono prodotte da animali vissuti in allevamenti intensivi. Gli animali vengono trattati con antibiotici e altri medicinali e nutriti con mangimi a base di cereali (non adatti ad animali che per natura sarebbero erbivori). Questo modifica le carateristiche nutrizionali che avrebbe la carne in origine, rendendola particolarmente infiammatoria. Peggio ancora se si tratta di carni lavorate. Il processo di trasformazione aggiunge all’alimento vari tipi di conservanti e coloranti tra cui i nitriti ed i nitrati, collegati dagli esperti all’insorgenza di tumori. La brutta notizia per gli italiani è che queste considerazioni, purtroppo, si possono estendere anche ai salumi più pregiati che spesso vengono erroneamente considerati “genuini”.

L’ideale sarebbe evitare totalmente le carni lavorate e scegliere carne di animali allevati al pascolo.

  • GRASSI VEGETALI E LAVORATI

Molti ritengono che gli olii vegetali siano più salutari rispetto ad altri ma si sbagliano. Quasi sempre durante il processo di produzione vengono sottoposti a trattamenti chimici che li trasformano in grassi trans. La margarina è probabilmente la peggiore poiché contiene una gran quantità di radicali liberi, emulsionanti e conservanti vari. Tra la margarina e il burro sceglierei senza dubbio quest’ultimo. Da questo discorso è escluso l’olio d’oliva che, quando è extravergine, non viene sottoposto a trattamenti chimici.

Per scegliere un olio di qualità bisogna fare attenzione che sia stato spremuto a freddo perchè superati i 30°, vanno perduti gli antiossidanti. Ricordiamo quindi che l’unico grasso vegetale adatto alla cottura è l’olio di cocco.

  • SALE DA CUCINA

Il sale che viene comunemente usato in cucina e che tutti possono acquistare al supermercato è composto, da un punto di vista chimico, da un solo sale minerale che è il cloruro di sodio. Durante il processo di produzione il sale viene deumidificato chimicamente e raggiunge temperature superiori a 500°.

La cosa migliore, a mio parere, è usare il sale rosa dell’Himalaya. Il suo caratteristico colore è dovuto al fatto che il sale è composto chimicamnente da più di 80 tipi di sali minerali diversi. Per questa ragione, il sale rosa è molto alcalino. Il fatto che provenga dalle montagne dell’Himalaya ci garantisce che non sia contaminato con i vari inquinanti oggi purtropppo presenti nel mare (inevitabili quindi in qualunque altro tipo di sale).

  • SOIA NON FERMANTATA E DERIVATI

Oggi purtroppo alcune scelte alimentari che possono essere condivisibili diventano spesso oggetto di operazioni commerciali su vasta scala. Il risultato è sempre un allontanamento dalle originali intenzioni. Un esempio è quello della soia e dei suoi derivati. La soia viene spesso presentata come un valido sostituto delle proteine animali e ne viene suggerito il consumo in particolare a vegani e vegetariani che in questo modo possono “fingere” di mangiare dei burger. Pochi sanno che il consumo smodato di soia è altamente sconsigliato perchè stimola la produzione di ormoni ed è statisticamente collegato a malattie quali tumori e autismo.

A mio parere, la scelta più salutare è quella di consumare moderatamente solo soia fermentata (miso).

  • DOLCIFICANTI E GLUTAMMATO

Molto spesso nei prodotti industriali “senza zucchero” viene utilizzato l’aspartame, un dolcificante artificiale estremamente dannoso per la salute. La stessa cosa può dirsi per il glutammato un conservante che insaporisce gli alimenti e che per intendersi è contenuto nel cosiddetto dado da cucina.

Si tratta in entrambi i casi di neurotossine che arrecano danni irreparabili alle cellule celebrali.

  • FRUTTA E VERDURA NON BIOLOGICA E OGM

Riuscire a consumare esclusivamente frutta e verdura biologica può risultare una vera sfida. E conosco fin troppo bene la sfiducia dei consumatori verso il sistema di produzione e certificazione e le varie obiezioni riguardo all’impossibilità di evitare contaminanti presenti nell’aria, nell’acqua e nel terreno. Eppure mi sento comunque di raccomandare di scegliere cibi biologici il più possibile sia per incentivare una produzione piu rispettosa della natura e della salute, sia per scegliere per se stessi almeno i prodotti “meno peggio” rispetto a quelli abbondantemente irrorati con pesticidi. Inoltre è vero che non tutta la frutta e la verdura non biologica viene trattata nello stesso modo e che ci sono alcuni alimenti, come le patate, che per loro natura assorbono le sostanze inquinanati più di altri. Da evitare altrettanto attentamente i prodotti geneticamente modificati. Purtroppo può capitare che alimenti meno trattati siano poi OGM.

Tutto chiaro? Lo so, è complicato ma si possono sempre fare piccoli passi alla volta e… Buon appetito!

 

Piccoli (ma non tanto) successi quotidiani

Featured

Da un po’ di tempo a questa parte vi parlo del mio protocollo. Ma che cos’è, in realtà? Potrei definirlo un insieme di consigli pratici, da applicare nella vita quotidiana, per migliorare il proprio stato di salute e mantenerlo. Chi mi conosce sa che questo è da sempre l’obiettivo principale per me stesso, per la mia famiglia e per i miei pazienti. Risulta scontato, quindi, che il punto cardine del “mio protocollo” siano i trattamenti chiropratici per mantenere in perfetta salute il Sistema Nervoso Autonomo e la colonna vertebrale.

Eppure, dopo anni di esperienza e con l’approfondimento dei miei studi, relativi in particolare agli approcci più recenti e innovativi che riguardano la salute, ho arricchito il mio protocollo di consigli relativi ad altri ambiti. Il mio intento è quello di suggerire una risposta di tipo olistico a tutti i problemi, più frequenti o di difficile soluzione, che i miei pazienti incontrano. Bene, uno di questi sono i problemi cardiovascolari. Attenzione! Sto parlando di tutti i problemi cardiovascolari, dalla pressione alta con cui la medicina allopatica ci ha abituati a convivere (ancora oggi molti pazienti che prendono la pillola della pressione dichiarano di non avere la pressione alta – non vi sembra una contraddizione?), a problemi molto più seri quali infarto o ictus. Tutto questo si può prevenire, credetemi, prendendosi cura del proprio sistema cardiovascolare. Come? La ricerca scientifica ha ormai confermato che l’assunzione regolare di L-arginina, precursore dell’ossido nitrico, aiuta a mantenere un sistema cardiovascolare sano e ridurre la presenza di placche di colesterolo.

Oggi sono qui per dirvi che approfondire gli studi è stimolante, scoprire le nuove frontiere della ricerca è avvincente ma niente dà più soddisfazione di verificare la buona riuscita di un consiglio ad un paziente. Ed è proprio quello che è successo a me con un paziente in particolare che aveva problemi di pressione alta Questo paziente, come molti altri che ho aiutato negli ultimi due anni, è riuscito ad abbassare la pressione seguendo per tre mesi il mio protocollo che include un integratore a base di L-Arginina (Munogen). Precedentemente aveva già provato ad ottenere lo stesso risultato curando l’alimentazione e introducendo l’esercizio fisico ma non era stato sufficiente: non era riuscito a far scendere la pressione (minima) sotto 90. Per questo oggi sono stato molto lieto di sapere, invece, che dopo soli venti giorni dall’inizio del protocollo, la sua pressione era già sotto 80.

Bello, no?

 

Ricordiamo le basi

Featured

E’ capitato a tutti: non ci sentiamo in perfetta forma ma non riusciamo a capire cosa sta succedendo. Non sappiamo da dove iniziare ad indagare oppure in che direzione continuare. Abbiamo provato diverse strade ma nessuna sembra funzonare; non riusciamo a rintracciare l’origine di un malessere che abbassa la qualità della nostra vita quotidiana.

Quando si hanno problemi di salute o quando ci si sente così, vagamente insoddisfatti delle proprie condizioni fisiche in generale, è bene partire dalle basi, tenere a mente i principi fondamentali che regolano il funzionamento del nostro corpo, il rispetto o il recupero dei quali può garantirci di tornare in forma.

Ecco perchè oggi condivido con voi un concetto estremamente semplice e coerente ma davvero fondamentale. Il principio originale a cui sono collegate e da cui scaturiscono tutte le considerazioni che si possono fare sulla salute e sul funzionamento del nostro corpo.

Il 95% di tutte le malattie è determinato da quello che mangiamo, che beviamo, che respiriamo e che pensiamo. IL 5% di tutte le malattie è determinato dal nostro corredo genetico ed innescato da quello che mangiamo, che beviamo, che respiriamo e che pensiamo (epigenetica). Quindi tutte le malattie sono determinate da quello che mangiamo, che beviamo, che respiriamo e che pensiamo.

Il corpo umano è basico per sua natura ma sono acide le sue funzioni (sono acidi i prodotti di scarto del metabolismo). La chiave per raggiungere la perfetta salute, energia e vitalità è quella di rispettare il progetto alcalino dei fluidi interni del corpo con uno stile di vita e una dieta alcalini.

La febbre nei bambini. Tra mito e realtà

Featured

Molti genitori si preoccupano molto quando i figli hanno la febbre. Spesso, tra genitori stessi, si diffondono convinzioni infondate riguardo a come funziona e ai danni che la febbre può provocare nei bambini. Se è vero che la febbre è un segnale che qualcosa non va, nella maggior parte dei casi, aiuta il bambino a combattere infezioni batteriche o virali con un doppio ruolo. Da un lato, le temperature alte uccidono virus e batteri (che in genere muoiono già a 37°), dall’altro stimolano il sistema immunitario a produrre più anticorpi.

Nella comprensione dello stato d’animo di un genitore preoccupato, vogliamo condividere oggi una serie di considerazioni che potrebbero aiutare ad affrontare più serenamente la febbre dei bambini.

MITO: Se bambini sono caldi hanno la febbre.

REALTA’: La temperatura nei bambini sale per diversi motivi (giocano, piangono, vengono fuori accaldati dal letto) Ma l’80% dei bambini che sembrano caldi non hanno la febbre. La temperatura dovrebbe tornare normale entro 10/20 minuti.

MITO: Tutte le febbri fanno male ai bambini.

REALTA’: Le febbri attivano il sistema immunitario. Aiutano il corpo a combattere le infezioni. Le normali febbri tra 37.8° e 40° sono positive per i bambini.

MITO: Le febbri superiori a 40° sono pericolose e possono provocare danni cerebrali.

REALTA’: Le febbri conseguenti ad un’infezione non provocano danni cerebrali. Solo febbri superiori a 42° causano danni cerebrali. È molto raro che la temperatura salga così tanto. Succede solo se la temperatura esterna è molto alta.

MITO: Tutti possono avere delle convulsioni causate dalla febbre alta.

REALTA’: Solo il 4% dei bambini hanno convulsioni in seguito a febbre.

MITO: Le convulsioni causate dalla febbre sono dannose.

REALTA’: Le convulsioni sono impressionanti ma terminano entro 5 minuti. Non causano danni permanenti. Non aumentano il rischio di ritardi nel linguaggio,  di problemi di apprendimento o di convulsioni senza febbre.

MITO: Tutte le febbri devono essere trattate con antipiretici.

REALTA’: Questo è errato perché il nostro cervello è dotato di un meccanismo di regolazione della temperatura. La maggior parte delle febbri derivanti da infezione non superano i 40°. Raramente arrivano a 41°. Sebbene siano febbri alte, sono anche febbri innocue.

MITO: Con i trattamenti medicinali, la temperatura torna alla normalità.

REALTA’: Per la maggior parte, la febbre si abbassa solo di 1°/1,5° in seguito ai trattamenti.

MITO: Se non si riesce ad abbassare la febbre, la causa è seria.

REALTA’: Le febbri che non si abbassano facilmente possono essere causate da virus o batteri. La risposta del bambino ai trattamenti medicinali non ci dice nulla sulla causa della febbre stessa.

MITO: Una volta abbassata la temperatura con i medicinali, non dovrebbe più risalire.

REALTA’: E’ normale, con molte infezioni virali, che la febbre duri due o tre giorni. Una volta smaltito l’effetto del medicinale, la febbre ritorna e potrebbe essere necessario ripetere i trattamenti. La febbre non torna più quando il corpo ha sconfitto il virus. Nella maggior parte dei casi dopo tre o quattro giorni.

MITO: Se la febbre è alta, la causa è seria.

REALTA’: Se la febbre è alta, le cause possono essere serie oppure no. È probabile che la causa sia seria se il bambino sembra molto malato.

MITO: E’ importante conoscere la temperatura esatta.

REALTA’: Sono molto più importanti le reazioni del bambino. L’esatto numero della temperatura non lo è altrettanto.

MITO: Temperature tra 37,1° e 37,8° sono da considerarsi febbri basse.

REALTA’: Queste sono temperature normali. La temperatura del corpo varia durante il giorno con picchi nel tardo pomeriggio e la sera. Una febbre bassa va da 37,8° a 39°.

IMPORTANTE: Bisogna tenere bene a mente che la febbre sta combattendo contro l’infezione nel bambino quindi bisogna considerarla un importante alleato.

Dormire male ti fa male

Featured

Quando si parla di strategie per mantenersi in salute, abbiamo a volte l’impressione che si tratti di qualcosa di elaborato e complesso, forse non alla portata di tutti e, di conseguenza, abbiamo la tendenza a scoraggiarci e desistere. Eppure ci sbagliamo.

Le azioni e le scelte più semplici della nostra vita quotidiana possono fare la differenza nel nostro stato di salute psicofisica e nel modo e tempo in cui siamo in grado di preservarla. Un esempio? Il sonno. Un sonno di qualità e della giusta durata è fondamentale per il nostro benessere. La motivazione va ben oltre quella sensazione di irrimediabile stanchezza che sicuramente la maggior parte di noi ha sperimentato dopo una notte insonne: dormire male o non abbastanza è una delle cause di acidosi. Come sapete, l’acidosi consiste in uno squilibrio del pH del nostro organismo che può avere svariate origini. È importante però tenere ben presente che il processo di acidosi stimola la presenza di infiammazioni, il processo di invecchiamento e il persistere di una vasta gamma di problemi di salute.

Creare le condizione per dormire abbastanza e bene è quindi fondamentale per prevenire e/o contenere il processo di acidosi. Inoltre, la carenza di sonno stimola la produzione di adrenalina e di cortisolo. Molti di voi lo conosceranno già: abbiamo parlato spesso di cortisolo in passato, l’ormone che il corpo produce in presenza di forte stress, analogo al cortisone (anche negli effetti collaterali). Ebbene, è un cane che si morde la coda: anche la presenza di stress e cortisolo sono strettamente legati al processo di acidosi.

Quindi cosa fare? Personalmente, come Health Coach che consiglia uno stile di vita alcalino, mi sento di inserire questo consiglio nella mia lista: curiamo la qualità e la quantità del sonno. Il modo migliore, a parer mio, è quello di cercare di dormire 6/8 ore per notte senza interruzioni e al buio cercando di raggiungere l’obiettivo di svegliarsi spontaneamente, senza una sveglia.

Se hai voglia di scoprire se sei soggetto ad eccesiva acidosi, il sistema più efficace è quello di effettuare l’esame del sangue vivo: una valutazione assolutamente innovativa che ci da informazioni, non esclusivamente quantitative, che altri tipi di esami non forniscono.