Ricordiamo le basi

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E’ capitato a tutti: non ci sentiamo in perfetta forma ma non riusciamo a capire cosa sta succedendo. Non sappiamo da dove iniziare ad indagare oppure in che direzione continuare. Abbiamo provato diverse strade ma nessuna sembra funzonare; non riusciamo a rintracciare l’origine di un malessere che abbassa la qualità della nostra vita quotidiana.

Quando si hanno problemi di salute o quando ci si sente così, vagamente insoddisfatti delle proprie condizioni fisiche in generale, è bene partire dalle basi, tenere a mente i principi fondamentali che regolano il funzionamento del nostro corpo, il rispetto o il recupero dei quali può garantirci di tornare in forma.

Ecco perchè oggi condivido con voi un concetto estremamente semplice e coerente ma davvero fondamentale. Il principio originale a cui sono collegate e da cui scaturiscono tutte le considerazioni che si possono fare sulla salute e sul funzionamento del nostro corpo.

Il 95% di tutte le malattie è determinato da quello che mangiamo, che beviamo, che respiriamo e che pensiamo. IL 5% di tutte le malattie è determinato dal nostro corredo genetico ed innescato da quello che mangiamo, che beviamo, che respiriamo e che pensiamo (epigenetica). Quindi tutte le malattie sono determinate da quello che mangiamo, che beviamo, che respiriamo e che pensiamo.

Il corpo umano è basico per sua natura ma sono acide le sue funzioni (sono acidi i prodotti di scarto del metabolismo). La chiave per raggiungere la perfetta salute, energia e vitalità è quella di rispettare il progetto alcalino dei fluidi interni del corpo con uno stile di vita e una dieta alcalini.

La febbre nei bambini. Tra mito e realtà

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Molti genitori si preoccupano molto quando i figli hanno la febbre. Spesso, tra genitori stessi, si diffondono convinzioni infondate riguardo a come funziona e ai danni che la febbre può provocare nei bambini. Se è vero che la febbre è un segnale che qualcosa non va, nella maggior parte dei casi, aiuta il bambino a combattere infezioni batteriche o virali con un doppio ruolo. Da un lato, le temperature alte uccidono virus e batteri (che in genere muoiono già a 37°), dall’altro stimolano il sistema immunitario a produrre più anticorpi.

Nella comprensione dello stato d’animo di un genitore preoccupato, vogliamo condividere oggi una serie di considerazioni che potrebbero aiutare ad affrontare più serenamente la febbre dei bambini.

MITO: Se bambini sono caldi hanno la febbre.

REALTA’: La temperatura nei bambini sale per diversi motivi (giocano, piangono, vengono fuori accaldati dal letto) Ma l’80% dei bambini che sembrano caldi non hanno la febbre. La temperatura dovrebbe tornare normale entro 10/20 minuti.

MITO: Tutte le febbri fanno male ai bambini.

REALTA’: Le febbri attivano il sistema immunitario. Aiutano il corpo a combattere le infezioni. Le normali febbri tra 37.8° e 40° sono positive per i bambini.

MITO: Le febbri superiori a 40° sono pericolose e possono provocare danni cerebrali.

REALTA’: Le febbri conseguenti ad un’infezione non provocano danni cerebrali. Solo febbri superiori a 42° causano danni cerebrali. È molto raro che la temperatura salga così tanto. Succede solo se la temperatura esterna è molto alta.

MITO: Tutti possono avere delle convulsioni causate dalla febbre alta.

REALTA’: Solo il 4% dei bambini hanno convulsioni in seguito a febbre.

MITO: Le convulsioni causate dalla febbre sono dannose.

REALTA’: Le convulsioni sono impressionanti ma terminano entro 5 minuti. Non causano danni permanenti. Non aumentano il rischio di ritardi nel linguaggio,  di problemi di apprendimento o di convulsioni senza febbre.

MITO: Tutte le febbri devono essere trattate con antipiretici.

REALTA’: Questo è errato perché il nostro cervello è dotato di un meccanismo di regolazione della temperatura. La maggior parte delle febbri derivanti da infezione non superano i 40°. Raramente arrivano a 41°. Sebbene siano febbri alte, sono anche febbri innocue.

MITO: Con i trattamenti medicinali, la temperatura torna alla normalità.

REALTA’: Per la maggior parte, la febbre si abbassa solo di 1°/1,5° in seguito ai trattamenti.

MITO: Se non si riesce ad abbassare la febbre, la causa è seria.

REALTA’: Le febbri che non si abbassano facilmente possono essere causate da virus o batteri. La risposta del bambino ai trattamenti medicinali non ci dice nulla sulla causa della febbre stessa.

MITO: Una volta abbassata la temperatura con i medicinali, non dovrebbe più risalire.

REALTA’: E’ normale, con molte infezioni virali, che la febbre duri due o tre giorni. Una volta smaltito l’effetto del medicinale, la febbre ritorna e potrebbe essere necessario ripetere i trattamenti. La febbre non torna più quando il corpo ha sconfitto il virus. Nella maggior parte dei casi dopo tre o quattro giorni.

MITO: Se la febbre è alta, la causa è seria.

REALTA’: Se la febbre è alta, le cause possono essere serie oppure no. È probabile che la causa sia seria se il bambino sembra molto malato.

MITO: E’ importante conoscere la temperatura esatta.

REALTA’: Sono molto più importanti le reazioni del bambino. L’esatto numero della temperatura non lo è altrettanto.

MITO: Temperature tra 37,1° e 37,8° sono da considerarsi febbri basse.

REALTA’: Queste sono temperature normali. La temperatura del corpo varia durante il giorno con picchi nel tardo pomeriggio e la sera. Una febbre bassa va da 37,8° a 39°.

IMPORTANTE: Bisogna tenere bene a mente che la febbre sta combattendo contro l’infezione nel bambino quindi bisogna considerarla un importante alleato.

Dormire male ti fa male

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Quando si parla di strategie per mantenersi in salute, abbiamo a volte l’impressione che si tratti di qualcosa di elaborato e complesso, forse non alla portata di tutti e, di conseguenza, abbiamo la tendenza a scoraggiarci e desistere. Eppure ci sbagliamo.

Le azioni e le scelte più semplici della nostra vita quotidiana possono fare la differenza nel nostro stato di salute psicofisica e nel modo e tempo in cui siamo in grado di preservarla. Un esempio? Il sonno. Un sonno di qualità e della giusta durata è fondamentale per il nostro benessere. La motivazione va ben oltre quella sensazione di irrimediabile stanchezza che sicuramente la maggior parte di noi ha sperimentato dopo una notte insonne: dormire male o non abbastanza è una delle cause di acidosi. Come sapete, l’acidosi consiste in uno squilibrio del pH del nostro organismo che può avere svariate origini. È importante però tenere ben presente che il processo di acidosi stimola la presenza di infiammazioni, il processo di invecchiamento e il persistere di una vasta gamma di problemi di salute.

Creare le condizione per dormire abbastanza e bene è quindi fondamentale per prevenire e/o contenere il processo di acidosi. Inoltre, la carenza di sonno stimola la produzione di adrenalina e di cortisolo. Molti di voi lo conosceranno già: abbiamo parlato spesso di cortisolo in passato, l’ormone che il corpo produce in presenza di forte stress, analogo al cortisone (anche negli effetti collaterali). Ebbene, è un cane che si morde la coda: anche la presenza di stress e cortisolo sono strettamente legati al processo di acidosi.

Quindi cosa fare? Personalmente, come Health Coach che consiglia uno stile di vita alcalino, mi sento di inserire questo consiglio nella mia lista: curiamo la qualità e la quantità del sonno. Il modo migliore, a parer mio, è quello di cercare di dormire 6/8 ore per notte senza interruzioni e al buio cercando di raggiungere l’obiettivo di svegliarsi spontaneamente, senza una sveglia.

Se hai voglia di scoprire se sei soggetto ad eccesiva acidosi, il sistema più efficace è quello di effettuare l’esame del sangue vivo: una valutazione assolutamente innovativa che ci da informazioni, non esclusivamente quantitative, che altri tipi di esami non forniscono.

La felicità nella pancia

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Avete mai sentito parlare di serotonina? Magari avrete sentito dire che provoca un sensazione di piacere, ad esempio, quando mangiamo della cioccolata. La serotonina è un neurotrasmettitore, prodotto prevalentemente nel sistema gastrointestinale, che svolge un ruolo centrale in diversi processi fisiologici. E’ comunemente noto come ormone del benessere poiché una delle sue azioni più interessanti è quella di regolatore dell’umore. Per questo spesso si cercano metodi per alzarne il livello.

La serotonina viene prodotta per circa il 70% nell’intestino tramite la flora batterica. Oltre ad assumere dall’esterno cibo che ne stimola la produzione, per un adeguato livello di serotonina e, di conseguenza, per il nostro benessere e buon umore potrebbe essere forse ancora più utile avere una particolare cura per l’apparato gastrointestinale. Dovremmo, quindi, prestare particolare attenzione all’equilibrio della nostra flora batterica che può essere alterato da vari fattori. In primo luogo, l’uso o abuso di antibiotici e il consumo di cibi che li contengono (come la carne di ovini bovini e suini), può essere considerato una delle principali cause di squilibrio della flora batterica. Da non sottovalutare anche la cattiva abitudine di assumere pochissimo o nessun cibo crudo impedendo di fatto l’immissione di nuovi batteri nel nostro organismo, spinti si direbbe da una paura del tutto moderna e incontrollata verso microbi e batteri.

Cosa può essere utile, invece? I probiotici, che notoriamente hanno un effetto positivo sul sistema gastrointestinale, possono aiutarci a riacquistare l’equilibrio della flora batterica con un effetto positivo sui livelli di serotonina e sul nostro umore.