La Chiropratica e l’ernia al disco: dissipiamo i dubbi

La Chiropratica non è ancora tanto conosciuta e spesso i pazienti contattano lo Studio Chiropratico sollevando i loro legittimi dubbi riguardo l’efficacia della Chiropratica stessa e l’opportunità di essere trattati, se hanno dei problemi particolari. Per riassumere, sono tre le domande più frequenti.

Gli aggiustamenti chiropratici possono essere d’aiuto in caso di ernie al disco già confermate da esami precedentemente effettuati?

Ci si può sottoporre agli aggiustamenti chiropratici in caso di dolore acuto o blocco presente?

Si può ricorrere alla Chiropratica dopo aver subito un intervento chirurgico?

Un nuovo studio conferma che la grande maggioranza dei pazienti con ernia al disco nella zona lombare trova sollievo con la Chiropratica. Le ricerche mostrano che il 90% dei pazienti riportano miglioramenti sostanziali entro tre mesi dal primo aggiustamento chiropratico.

I risultati sono incoraggianti, poiché ulteriori ricerche sollevano dubbi sulla sicurezza e l’efficacia di iniezioni epidurali steroidee per il trattamento a lungo termine dell’ernia al disco lombare e della sciatica. Lo studio pubblicato nelJournal of Manipulative and Physiologic Therapeutics dimostra che il chiropratico può trattare efficacemente le ernie croniche e quelle acute.

I ricercatori hanno condotto una ricerca su 148 pazienti con un’ernia al disco lombare confermata dalla risonanza magnetica, che causava mal di schiena, sciatica e sintomi che si irradiano lungo le gambe. All’inizio dello studio, la maggioranza dei pazienti (79) soffriva di un problema cronico che si era presentato più di tre mesi prima, trentasette pazienti presentavano un problema da meno di quattro settimane.

I chiropratici hanno trattato i pazienti con manipolazioni vertebrali specifiche basate su caratteristiche individuali, tra cui appunto i risultati delle risonanze magnetiche che dimostravano l’area e il tipo di ernia. Dopo due settimane, la maggioranza dei pazienti (70%) ha avuto miglioramenti significativi della disabilità e del dolore. Dopo tre mesi questa percentuale è salita al 90.5% e si è fermata a questo livello nelle valutazioni periodiche, dopo tre mesi e dopo un anno. I ricercatori hanno sottolineato che questi miglioramenti non possono essere attribuiti esclusivamente ad un processo naturale. Questi risultati confermano quanto riscontrato anche in studi precedenti. Progressi significativi si ottengono in un gran numero di pazienti già dopo due settimane e sono ancora più rilevanti se gli aggiustamenti chiropratici continuano per tre mesi.

Ci sono studi che dimostrano che la chiropratica aiuta anche i pazienti che soffrono di ernie al disco ricorrenti, la cosiddetta sindrome dell’intervento chirurgico fallito.

Complessivamente, questi studi dimostrano, quindi, che i pazienti possono trarre beneficio dalla Chiropratica, in caso di ernia al disco, che si tratti di un caso acuto, cronico o ricorrente.

Spero di esservi stato utile.

Mike

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