Piccoli cambiamenti fanno la differenza

Siamo una macchina complessa. Il corretto funzionamento del nostro corpo dipende da una combinazione di fattori interni ed esterni. Le nostre forze interiori come la motivazione, gli ormoni, gli enzimi, le vitamine e le connessioni neurologiche vengono influenzate da forze esterne come l’alimentazione, il sonno, l’esercizio fisico e l’esposizione a tossine.

Si può dire che noi siamo il risultato di quello che facciamo ogni giorno. Lo stesso naturalmente vale per i nostri figli. I ricercatori, negli ultimi anni, hanno condotto vari studi sulla salute dei ragazzi. I risultati sono molto interessanti e ci dicono che da piccoli cambiamenti, nella vita quotidiana, si possono ottenere grandi risultati.

Naturalmente, sono tutti d’accordo nell’affermare che l’esercizio fisico è uno dei pilastri della buona salute: il nostro corpo è stato progettato per muoversi durante tutta la giornata ed è una sorprendente manifestazione di equilibrio e forza. Con oltre 200 giunture, è in grado di correre, restare in equilibrio, in piedi e seduto, senza alcuno sforzo. La nostra vita quotidiana frenetica, con lo sviluppo della tecnologia, però, ha incrementato la sedentarietà e gli adulti e i ragazzi si trovano a fronteggiare gli stessi rischi, collegati alla mancanza di esercizio fisico: scompensi metabolici e problemi cardiovascolari insieme agli effetti secondari come obesità e diabete di tipo 2, problematiche in aumento negli ultimi 20 anni.

Studi recenti dimostrano che, nei ragazzi, si possono ottenere maggiori risultati con un programma di allenamento strutturato in brevi periodi di esercizio fisico intenso (ad esempio, tre sessioni da venti minuti).

Il problema dello sport, nei ragazzi, è anche quello di riuscire a trovare un’attività pratica e coinvolgente della quale non si stanchino per riuscire a garantire una certa costanza e la possibilità di notare i benefici ottenuti. Riguardo a questo, è importante scegliere un’attività che ai ragazzi piaccia e, senza dubbio, aiuterebbe che i genitori la svolgessero insieme a loro. C’è anche chi suggerisce che le istituzioni potrebbero fare molto di più per stimolare i ragazzi in questo senso: dedicare più ore allo sport e/o utilizzare i cosiddetti standing desks (banchi per stare in piedi), limitando le ore in cui i ragazzi stanno seduti, sono solo degli esempi.

Mentre le istituzioni si organizzano su queste novità, i genitori possono cercare di educare i ragazzi a fare le scelte giuste. Oltre all’esercizio fisico, naturalmente, si può cercare di dare la direzione giusta nell’ambito della nutrizione. Oggi, genitori e figli sono entrambi il target di grandissime campagne pubblicitarie che puntano rispettivamente sulle informazioni nutrizionali o sullo humor, per vendere cibo confezionato. Questo potrebbe essere un buon aiuto per selezionare il cibo nel nostro frigorifero: se c’è un pubblicità che ne incoraggia il consumo, NON acquistiamolo. Solo prodotti estremamente lavorati sono oggetto di grandi campagne di marketing a discapito, ovviamente, della qualità e del reale apporto nutrizionale. Scegliamo invece cibo vero, alimenti il più vicini possibile alla forma in cui si trovano in natura.

Un altro valido aiuto alla qualità della vita dei nostri figli arriva da un buon sonno. La carenza del sonno è stata collegata, dagli esperti, a disturbi dell’’umore, eccessivo consumo di cibo, scarso rendimento cognitivo e perdita della memoria a breve termine.

Quindi il cerchio si chiude. La dieta, l’esercizio e il sonno possono, secondo gli studiosi, alterare le nostre funzioni mentali e la salute del cervello. Dormendo bene e mangiando bene, i ragazzi avranno più energia e motivazione per fare il movimento e l’esercizio fisico da cui otterranno innumerevoli benefici (ad esempio ridotto rischio di diabete, muscoli e ossa più forti, sistema immunitario più efficiente, ridotto rischio di depressione, migliore gestione del peso, aumento dell’energia, migliore gestione di problemi di iperattività).

Facile , no?

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