Prove cliniche sulla L-Arginina

Vi propongo di seguito la traduzione integrale di un’ intervista che un operatore ha tenuto con il Dr Siva Arunasalam, direttore e fondatore dell’High Desert Heart Institute, la struttura ospedaliera specializzata nelle malattie cardiovascolari più rinomata in Southern California.

>Oggi affronteremo l’immenso problema delle malattie cardiache oltre ad un nuovo entusiasmante studio che dimostra che un nuovo prodotto nutrizionale può offrire ineguagliabili vantaggi. Salve, sono Dan Austin e sono un infermiere dell’ High Desert Heart Institute. Come coordinatore, ho il piacere di presentarvi il Dr Runasalon Siva. Salve Dr Siva.

>Salve Dan.

> Per cortesia, Dr Seva, ci parli di sé.

>Pratico la cardiologia da quasi 20 anni. Ho frequentato la Emery University in Atlanta, Georgia. Ho effettuato il mio praticantato in medicina interna al UCLA e ho frequentato la specializzazione in cardiologia al Cedar Sinai Medica Center.

Completata la mia formazione in cardiologia ho iniziato a praticare privatamente. Ed ora pratico in Southerrn California in un piccola città chiamata Victorville dove visitiamo circa 25.000 pazienti regolarmente e ci occupiamo di tutti gli aspetti della cardiologia.

>Si tratta dell’ High Desert Heart Institute, che lei ha fondato, giusto?

> Esatto, Dan.

>Cosa rende l’High Desert Heart Institute diverso da altre strutture della zona?

> Siamo davvero differenti. Ci sono molte cliniche nel paese che fanno quello che facciamo. Ma in un certo modo siamo eccezionali nel senso che siamo gli unici nella Southern California che trattano la cardiologia in modo onnicomprensivo. Nella nostra struttura offriamo un approccio completo alle malattie cardiovascolari. Ci occupiamo di diversi tipi di pazienti, dall’ipertensione, al diabete, fino a pazienti con problemi cardiaci gravi. Che alla fine si sottopongono a trapianto.

> Può parlaci anche del suo background riguardo alla eventuale chirurgia?

> Siamo una struttura completa nel ramo della cardiologia. Significa che ci occupiamo di ogni aspetto. Abbiamo tutte le necessarie ed avanzate modalità che è indispensabile avere per fornire una cura cardiologica veramente buona. Effettuiamo Tac per studiare l’anatomia cardiovascolare. Ecocardiografie, un esame ad ultrasuoni, per osservare il cuore e le valvole funzionano. Effettuiamo esami di laboratorio con cui si può valutare il livello del colesterolo del paziente. Osservare come funzionano i reni. Trattiamo anche le insufficienze cardiache congestizie non solo con medicinali ma con un monitoraggio quotidiano e regolare. Sono presenti infermieri, come lei, per implementare i trattamenti nelle fasi acute, quando i pazienti hanno degli scompensi. Vale a dire nei casi in cui i medicinali che assumono regolarmente a casa non funzionano. Li portiamo regolarmente nelle nostre cliniche dove forniamo i medicinali necessari perché il cuore funzioni, solo quando non siamo in grado di occuparcene come pazienti esterni. In rare occasioni, questi pazienti non hanno bisogno di essere ospedalizzati.

> Vorrebbe anche parlarci delle sue esperienze al di fuori dell’ High Desert Heart Institute e alcuni degli altri insegnamenti di cui si occupa?

>Siamo in una situazione eccezionale grazie all’affiliazione con altri ospedali. Possiamo portare chirurghi da tutto il paese perché abbiano un training pratico su alcuni aspetti della chirurgia cardiovascolare. Ad esempio, quattro volte l’anno, chirurghi da tutto il paese arrivano nella nostra struttura dove forniamo in effetti una formazione su come effettuare un’angioplastica alle arterie, al cervello, vale a dire all’arteria carotide. Questa è una procedura veramente molto avanzata ed è necessario avere una formazione altrettanto avanzata prima che il chirurgo sia in grado di posizionare uno stence in una carotide. Siamo una delle rare strutture che possono effettivamente formare i cardiologi, i radiologi o i chirurghi che ci raggiungono e ricevono il training direttamente da noi.

>Quando l’ho incontrata la prima volta molti anni fa, lavoravo in uno degli ospedali locali, prima nel pronto soccorso e poi nell’unita di terapia intensiva. Ho avuto l’opportunità di vedere direttamente e poi di ricevere un training lavorando con lei, con pazienti che arrivavano al pronto soccorso e poi in sala operatoria con un infarto acuto. Spesso avevano quello che noi chiamiamo “stemies” e avevamo fretta di mandarli in sala operatoria per salvar loro la vita. Quando ebbi l’opportunità di lavorare con lei, questa era più o meno la prima causa di morte nel paese. Voglio dire l’infarto. Vorrei spendere un minuto per parlare dei problemi e delle disfunzioni cardiache. Potrebbe parlarci un po’ del sistema cardiovascolare e del perché i problemi cardiovascolari sono la prima causa di morte?

> Si, certo. Le malattie cardiovascolari in generale o l’infarto del miocardio in particolare, vale a dire l’infarto cardiaco, uccidono circa 500.000 americani ogni anno. E’ la rima causa di morte in questo paese. Se si uniscono i decessi per cancro al seno, HIV e cancro al fegato si ottiene una cifra inferiore rispetto ai decessi per malattie cardiache. Riguardo alle cause, sono sati identificati un numero terribile di fattori di rischio. I più comuni sono l’uso di tabacco, l’obesità, il colesterolo alto, la pressione alta e l’età. Insieme alla predisposizione genetica. Oggi possiamo osservare un calo nel consumo di tabacco, soprattutto in California. Non si vede più gente che fuma in pubblico, grazie alle nuove regolamentazioni entrate in vigore. Però abbiamo un nuovo problema emergente che è il diabete. Inoltre, aumenta il numero di pazienti in sovrappeso , siamo passati dal 14% della popolazione al 24% in una sola decade. Questo ci dice che il tabacco non è più la prima nella lista delle cause di malattie cardiovascolari. Lo sono l’obesità e il diabete. Il diabete è oggi classificato dal Center of Disease Control come epidemico. E’ l’unica malattia non infettiva ad essere oggi considerata un’epidemia. Quindi, se non teniamo sotto controllo il diabete e l’obesità, continueremo ad avere problemi cardiovascolari. Ed, in questo paese, è una causa di morte prematura. Attualmente visitiamo pazienti di 14 anni che sono sovrappeso del 20%. E’ una bomba ad orologeria. Dobbiamo fare qualcosa poiché i fattori di rischio sono ormai stati chiaramente identificati. Non possiamo cambiare cosa abbiamo ereditato dai nostri genitori. Non è possibile. Non possiamo fermare il processo di invecchiamento. Tutti invecchieremo. Quello che possiamo cambiare è quello che immettiamo nel nostro sistema-organismo. Cosa mangiamo? Che tipo di alimentazione seguiamo? Come controlliamo il peso? Queste sono le cose che possono cambiare. E se iniziamo abbastanza presto affinché il cambiamento sia abbastanza aggressivo, penso che riusciremo ad affrontare meglio le malattie cardiovascolari ed il processo della malattia nel suo complesso.

> Lei sta parlando delle malattie cardiovascolari. Oggi, come società, siamo arrivati ad aspettarci quello che molti chiamerebbero una “soluzione veloce”. Vogliamo una pillola che risolva tutti i nostri problemi immediatamente. Se i medicinale e la chirurgia possono essere di grande aiuto, noi, come lei ha fatto notare, dovremmo migliorare la nostra dieta, fare più esercizio fisico, migliorare il nostro stile di vita, in primo luogo. Quale ritiene sia il modo migliore in cui la gente può proteggere il proprio sistema cardiovascolare?

> Ci sono diverse cose che possiamo fare. Se si guardano le arterie di un paziente di 6 anni si possono vedere dei cambiamenti negli accumuli di colesterolo. Per cui, quello che facciamo da bambini, cioè quello che come genitori diamo ai nostri figli avrà un impatto sulla loro salute quando avranno 20, 30, 40, 50 anni da oggi. L’alimentazione giocherà un ruolo fondamentale. Mano amano che comprendiamo la patofisiologia, come  si evolve il processo della malattia della’arteriosclerosi, comprendiamo anche che l’alimentazione ha un ruolo. Lo stile di vita ha un ruolo. Non vi è un punto più importante. Dobbiamo effettuare dei cambiamenti nel nostro stile di vita. E se li facciamo abbastanza presto e li manteniamo, penso che i benefici ci saranno ancora tra 30, 40, 50 anni.

> Inoltre, quando raccontavo di aver lavorato con lei diversi anni fa nel pronto soccorso, ho notato che alcuni dei suoi pazienti che arrivavano nella stanza delle emergenze assumevano un integratore chiamato L-Arginina. E ricordo di averle chiesto successivamente chiarimenti nel reparto di terapia intensiva e che lei mi ha risposto che quella fascia di pazienti stava molto male. Potevano soffrire di ipertensione diabetica o di malattia micro vascolare coronarica. Lei li aveva già sottoposti a chirurgia, vale a dire angioplastica. Ma prescriveva integratori di L-Arginina per un motivo preciso. E’ stato molti anni fa, tra il 2000 e il 2002. Può parlarci degli studi che sono stati svolti sulla L-Arginina e da quanto tempo la L-Arginina è nota per i suoi benefici sul sistema cardiovascolare?

> La L-Arginina è un precursore. È il precursore nutrizionale di un composto chiamato Ossido Nitrico. Quando stavo prendendo la mia abilitazione in chirurgia, nel 1999, ho letto numerosi articoli, cercando un metodo per migliorare la circolazione. In uno di questi articoli, ho letto che la L-Arginina migliora la microcircolazione. Vi spiego cosa intendo. Immaginiamo il nostro sistema vascolare come i rami di un albero in autunno, senza le foglie. Le ramificazioni delle arterie nel nostro sistema, ogni sistema-organo, sono come i rami di un albero. Abbiamo un grande tronco principale che si divide in tronchi più piccoli, che a loro volta si suddividono in tronchi più piccoli. I rami più piccoli si suddividono e diventano ancora più piccoli fino a diventare piccoli ramoscelli. È proprio così che arriva il sangue in ogni organo del nostro corpo. Incluso il cuore, incluso il cervello. Che cos’è che fa dilatare questi “rami”? Cosa li fa diventare prima più grandi e poi più piccoli? Questo meccanismo è regolato dal sistema nervoso e dal sistema ormonale. Uno di questi ormoni, anche se non è un ormone in senso stretto, quindi meglio dire una di queste sostanze chimiche è l’Ossido Nitrico. È presente in ogni tessuto. In ogni vaso. Ed oltre alla presenza, la quantità di Ossido Nitrico determina quanto efficiente è la circolazione nei “rami” più piccoli. Più se ne ha, migliore è il flusso sanguigno. Ma mentre il processo della malattia prosegue, la quantità di ossido nitrico che si produce non tiene il passo con la quantità di cui si ha bisogno. Si crea una carenza in Ossido Nitrico che causa una diminuzione del flusso di sangue. Quindi, se riusciamo ad aumentare la quantità di Ossido Nitrico, la circolazione sanguigna migliora. Inoltre, migliora l’apporto di ossigeno ai tessuti. La L-Arginina è un precursore. Significa che si suddivide nelle nostre cellule in Ossido Nitrico. E’così che funziona questo particolare composto.  Se poso far arrivare più Ossido Nitrico ai tessuti, posso far arrivare più Ossigeno ai tessuti. Vuol dire al cuore, al cervello, alle gambe, dovunque scorra il sangue. Se posso far arrivare più Ossigeno tutto il sistema sarà più efficiente. Questo è il compito della L-Arginina. Così ho iniziato ad usarla, come sai, in piccole dosi poiché non c’erano allora studi significativi che indicassero quanta L-Arginina somministrare. Per questo ne usavamo dosi molto basse per verificare se dava benefici o no. Ed in effetti dava dei vantaggi.

> Vuol dire che non solo l’Ossido Nitrico è fondamentale per un cuore e dei vasi sanguigni sani ma, in pratica, fondamentale per ogni vaso sanguigno di ogni parte del corpo?

> Ogni tessuto

> Ogni tessuto

> Si, significa che sono inclusi, ad esempio, le pupille, l’intestino, le dita dei piedi, le unghie delle dita dei piedi. Dovunque sia necessario un afflusso di sangue, è necessario l’Ossido Nitrico per fornire più Ossigeno.

> Quindi questo ci porta allo studio che abbiamo condotto all’ High Desert Heart Institute, circa due anni fa, per un gruppo di pazienti ricoverati nella clinica degli scompensi cardiaci congestizi. Vorrei parlarne un po’ prima di andare avanti con le domande. Circa due anni fa, abbiamo preso un integratore di L-Arginina e abbiamo deciso di usare una dose più elevata per un gruppo di pazienti molto complesso. I pazienti che soffrivano di quella che chiamiamo ipertensione resistente o maligna. Pazienti che avevano vari tipi di problemi: malattie del sistema vascolare periferico o del sistema arterioso periferico, malattia micro vascolare coronarica, problemi negli arti, claudicazione, sia diabetici che non diabetici. Il nostro paziente più vecchio aveva 90 anni e il più giovane 61. Ma la maggioranza dei pazienti, per cause ereditarie o meno, avevano tutti qualche forma di arteriosclerosi o di malattia cardiovascolare in corso. Abbiamo deciso di usare questa dose elevata di L-Arginina e di intraprendere uno studio clinico della durata di 90 giorni per vedere se avrebbe avuto effetti benefici sui pazienti. Può dirci di più?

> Certo, ma lasciatemi prima fare un quadro di che tipo di pazienti si trattava. Erano i cosiddetti no-option, avevano cioè provato tutto quello che la medicina poteva offrire loro senza risultati soddisfacenti. Vi faccio un esempio. Un paziente che ha avuto un attacco cardiaco si sottopone ad angioplastica per aprire l’arteria. Quindi si sottopone ad un intervento per un by-pass. Nonostante tutti i trattamenti medicinali, per il trattamento della pressione sanguigna, del dolore al petto e per il miglioramento della circolazione. Tutto questo era già stato fatto. Eppure non c’erano miglioramenti. La salute complessiva continuava a deteriorarsi. Si trattava di pazienti a cui non restavano altre opzioni. Erano cronici e i malati cronici dovevano andare in ospedale. Dovevano essere visitati nel nostro reparto di insufficienze coronariche congestizie, poiché si erano presentati con collassi cardiaci o ferite che non guarivano. Il diabete era fuori controllo, nonostante tutto quello che cercavamo di fare per loro. Eravamo d’accordo di non avere altro da offrire a questo gruppo di pazienti. Perché allora non offrire un modo diverso di trattarli?. E così abbiamo deciso di usare la L-Arginina in dosi massicce. Non sapevamo quale fosse la dose giusta. Ne abbiamo semplicemente scelta una. E li abbiamo catalogati secondo quanto sentivamo che il paziente necessitava. E il più delle volte facevamo riferimento alla pressione del sangue perché sapevamo che se la pressione di un paziente è alta, la L-Arginina si sarebbe convertita in Ossido Nitrico. Se è vero, la pressione avrebbe dovuto abbassarsi. Quindi potevamo usarlo come strumento per stabilire la quantità di L-Arginina da somministrare ad ogni paziente. Ed è così che siamo andati avanti con pazienti che erano molto malati, che avevano già provato tutto quello che noi e la medicina moderna potevamo offrire. E per il paziente era l’ultima opzione. Abbiamo deciso di somministrare loro supplementi di L-Arginina per verificare se l’aumento di Ossido Nitrico avrebbe dato loro dei benefici.

> Avevamo anche dei pazienti che erano in lista d’attesa per il trapianto. Uno dei pazienti, in effetti, non ha potuto completare lo studio poiché gli è stato trapiantato un cuore nuovo. Due dei pazienti che erano sulla lista trapianti hanno invece terminato il percorso. Era entusiasmante vedere come questi pazienti avessero dei vantaggi, come ad esempio il più anziano di 90 anni che aveva ipertensione maligna, insufficienza cardiaca congestizia, e arteriosclerosi, era sorprendente vedere alcuni dei suoi risultati. Abbiamo potuto ridurre i medicinali per la pressione alta. Era sorprendente seguire la riduzione della sua pressione per la durata dello studio. Potresti per favore parlarci di alcuni test di base che abbiamo effettuato per lo studio e, successivamente, anche degli altri effetti evidenziati?

> Chiunque sia in grado di capire le basi della scienza sull’Ossido Nitrico, capirà che l’abbassamento della pressione era un risultato previsto. Perché è così che deve essere. Se assumendo la L-Arginina la pressione non si abbassa, vuol dire che essa non sta funzionando, oppure siamo noi che non ne stiamo assumendo abbastanza perché si converta in Ossido Nitrico. Quindi, una delle cose che noi ci aspettiamo accada quando diamo alla gente la L-Arginina è proprio che la pressione si abbassi ed è quello che è successo ad una buona percentuale di loro. E questa cosa è fantastica perché con alcuni di questi pazienti avevamo avuto difficoltà nel controllare la pressione alta nonostante tutti i medicinali che assumevano. Quindi l’abbassamento della pressione era un risultato previsto. Ma poiché eravamo in grado di abbassare la pressione, ci furono dei risultati secondari che potemmo osservare. Il primo ad esempio era che abbassando la pressione, miglioravamo il funzionamento dei reni. In effetti il miglioramento del flusso del sangue nei reni ne migliorava, di conseguenza, il loro funzionamento. Questo beneficio secondario risultò del tutto inaspettato. Notammo anche che ci fu un miglioramento della glicemia in pazienti diabetici verosimilmente perché il sangue, fluendo verso il pancreas, alzava i livelli di insulina. Poteva essere che il corpo iniziava a produrre più insulina o che l’assimilazione del glucosio migliorava perché gli organi, come ad esempio il fegato, ricevevano maggiori scorte di sangue. Così, con nostra grande sorpresa, la glicemia migliorava nei pazienti diabetici. Era un altro beneficio inatteso che ottenevamo perché stavamo migliorando il flusso del sangue verso tutti gli organi. Avevamo un paziente, ad esempio, con una ferita ad una gamba che non riusciva a guarire. La ferita guariva molto più facilmente con l’assunzione di L-Arginina che senza. Un altro beneficio inaspettato nel nostro studio. Ci sono stati tanti vantaggi che non ci aspettavamo di avere. E ne sono rimasto molto sorpreso. Ero convinto che avremmo osservato un abbassamento della pressione, ovviamente. Non sarebbe stato eccezionale. Ma gli altri benefici secondari, quelli si, mi hanno sorpreso molto.

> Un esempio. Avevamo un paziente con una ipertensione resistente. Era previsto che lei lo sottoponesse ad un intervento di angiogramma. Aveva un problema di malattia microvascolare coronarica, conseguenza del diabete. Lo ha sottoposto all’intervento e semplicemente ha pulito le coronarie appena in tempo ma continuava ad avere dolore cronico. Restava ricoverato e usava una grande quantità di nitroglicerina sublinguale, circa 25 dosi al giorno. Assumeva anche quattro diversi tipi di pillole per l’ipertensione e aveva un grosso problema di circolazione periferica. Partecipando a questo studio, con la somministrazione della L-Arginina abbiamo potuto ridurre le sue pillole ad una e il nitrato da una a tre dosi quotidiane. Questo è stato un grande cambiamento per lui. Ha davvero cambiato la sua vita. Alle fine dei novanta giorni la sua vita era radicalmente cambiata. C’è in altro esempio di cui vorrei che parlasse poiché lei si è occupato anche di pazienti con un problema specifico chiamato ipertensione polmonare. Ne parleremo individualmente. Avevamo due pazienti che hanno seguito il programma: un uomo ed una donna. Uno dei due aveva una pressione polmonare molto alta in seguito alla sua ipertensione polmonare. Che, in parole povere, significa pressione alta nei polmoni. In alcuni casi si tratta di ipertensione polmonare primaria, in altri casi, idiopatica o secondaria (dalle cause sconosciute). Lei ha sottoposto una dei due ad un cateterismo cardiaco destro per misurare la pressione polmonare sia prima che dopo il periodo dello studio. Abbiamo potuto così osservare una riduzione rilevante della pressione polmonare. Il secondo paziente si chiamava Angelo e vuole che il suo nome si noto. Lo abbiamo seguito per oltre due anni. Parliamo dell’ipertensione polmonare, il processo della malattia e quali sono gli effetti della L-Arginina che abbiamo potuto osservare. Il primo commento per favore, sul paziente cui ha accennato, che assumeva 20-25 dosi di nitroglicerina.

Questo paziente era un vero e proprio malato cardiaco. Non era in grado di fare niente ed era praticamente allettato, costretto in casa, senza poter andare da nessuna parte. Se il paziente non fosse migliorato in termini di sintomi, se la L-Arginina non si fosse convertita in Ossido Nitrico, la L-Arginina stessa sarebbe stata un fallimento. C’era un effetto previsto, l’abbassamento della pressione, la dilatazione dei vasi e delle arterie, i rami dell’albero di cui abbiamo parlato. Questo risultato era atteso ed è un’indicazione chiara di come funziona l’ossido Nitrico su un paziente che assume integratori a base di L-Arginina. La pressione che si abbassa, la diminuzione della pressione alta è un risultato atteso. Ma andiamo un passo avanti. Non ci aspettiamo solo un miglioramento della pressione nella nostra circolazione periferica. La pressione sanguigna arriva anche al cervello, alle braccia alle gambe. Se funziona meglio, dovrebbe far funzionare in modo più efficiente tutto il sistema degli organi interni. È uno dei benefici che si hanno abbassando la pressione. L’ipertensione polmonare consiste nella pressione alta nei polmoni, uno dei nostri organi. Ci arrivo tra un momento. Quello che è importante notare qui è che abbassando la pressione facciamo funzionare meglio il cuore. Abbassare la pressione elimina o riduce lo stress del cuore. Riducendo lo stress del cuore, l’organo funziona meglio. Pensiamo alla pressione arteriosa come ai piani di un palazzo. Il cuore è una pompa di un cavallo di potenza. Funziona meglio se deve lavorare in un palazzo di un solo piano. Ma se il sangue deve essere spinto per 10 piani, avrà difficoltà. È questo che la pressione del sangue fa al cuore. Nei nostri pazienti, che ricordiamo soffrono di insufficienza cardiaca congestizia, miglioriamo la pompa e la funzionalità del cuore, abbassando la pressione sanguigna con l’Ossido Nitrico. Facciamo in modo che il cuore funzioni in modo molto più efficiente. I pazienti che hanno insufficienza cardiaca vedono la funzionalità dell’organo migliorare. E bisogna ricordare che su questi pazienti abbiamo effettuato il test dei 6 min di camminata. Erano in grado di arrivare più lontano sotto l’effetto di integratori a base di L-Arginina che senza. Il test mostra chiaramente i benefici della L-Arginina. Lo stesso principio deve essere applicato all’ipertensione del polmone e del fegato. Fino a dieci anni fa non avevamo alcun trattamento per l’ipertensione polmonare. Poi è arrivato il Flolan, l’unico medicinale utile. Il paziente aveva però bisogno di trasfusioni continue, nell’arco delle 24 ore. Molto invasivo, molto complicato. Ma non c’era altro trattamento per l’ipertensione polmonare fino a dieci anni fa. Oggi ci sono cinque o sei farmaci diversi ma funzionano comunque secondo lo stesso principio dell’Ossido Nitrico. Quindi ancora una volta, se si riesce ad aumentare l’Ossido Nitrico nei polmoni dovremmo aspettarci che la pressione nei polmoni si abbassi. Ed è esattamente quello che abbiamo riscontrato nei nostri pazienti con ipertensione polmonare di cui Angelo è un esempio, uno dei primi pazienti che abbiamo sottoposto d una elevata dose di L-Arginina. E sapete, è andata benissimo. E’ migliorato in modo evidente. La sua classe funzionale è passata dalla classe 4/5 che significa che era allettato alla classe 2 che significa che poteva andarsene alla Hawaii.

> Dove andrà il mese prossimo, infatti. Dr Siva, so che i pazienti che seguiamo nelle cliniche per l’insufficienza cardiaca congestizia sono solo la punta dell’iceberg di quel tipo di pazienti che seguite all’High Desert Heart Institute. In chiusura vorrei aggiungere solo due parole. So che non tutti i tipi di L-Arginina sono uguali. Così come si dice che non tutti i cardiologi sono uguali. I pazienti dell’High Desert Heart Institute vengono inviati e vogliono vedere lei perché sono pazienti in condizioni pessime. E a volte i pazienti peggiori vengono mandati dal cardiologo migliore perché stanno ancora cercando un modo per vivere più a lungo. Stanno cercando i prodotti  e le tecnologie più innovativi. Oppure un’altra procedura complementare innovativa. E lei è sempre stato in grado di guardare lontano e cercare nuovi processi da poter usare in modo complementare alla sua pratica di cardiologo e cercare qualsiasi cosa che possa aiutare i suoi pazienti. Vuole darci le sue considerazioni conclusive riguardo allo studio eseguito sui suoi pazienti per un periodo da tre a sei mesi?

> Sai Dan, sto diventando vecchio e faccio parte del cosiddetto baby boom. Allo stesso tempo voglio restare giovane. Penso di avere 30 anni ma non è così. Quindi cosa posso fare? Non solo per me ma anche per i miei pazienti. Non si tratta di trattare solo la malattia. Non voglio più trattare la malattia. Voglio prevenire. Prima si interviene, meglio è. Prima riconosciamo cosa c’è che non va in ogni individuo, e prendiamo le misure adeguate, meglio è. Quando sono arrivato per la prima volta all’ High Desert Heart Institute, nella Victor Valley, passavo un sacco di tempo nel laboratorio di emodinamica per effettuare delle angioplastiche a pazienti che arrivavano con un infarto acuto del miocardio. Attacchi di cuore. Ora ne passo sempre meno. Spendo più tempo in ufficio e sono più contento. Perché vuol dire che qualsiasi cosa abbiamo fatto ha prevenuto o almeno diminuito il numero di pazienti che hanno bisogno della sala operatoria. Vuol dire che stiamo facendo qualcosa di buono. E dobbiamo spingerci un passo più avanti. Non intervenire ma prevenire, semplice. La prevenzione deve essere il nostro obiettivo. La prevenzione. Così che quando avrò 65 o 75 anni avrò ancora una buona qualità di vita. Non voglio più passare il tempo in una clinica per insufficienze cardiache dove utilizzo la L-Arginina. Voglio utilizzare la L-Arginina prima di arrivare in una clinica per le insufficienze cardiache. In modo che si possa restare a casa, fare esercizio fisico, spendere il proprio tempo con i propri nipoti o pro nipoti, o pro-pro nipoti e così via. E in buona salute. Questo deve essere l’obiettivo. E quindi punto ad ogni prodotto che possa attenuare l’evolversi di un problema. Aiutare i pazienti non consentendo alla malattia di arrivare ad uno stadio che possa essere pericoloso. Il più a lungo saremo in grado di fare questo, come cardiologo e come medico, dico che staremo facendo la cosa giusta.

Quindi, Dr Siva, mi sta dicendo che continuerà a prescrivere la L-Arginina nell’High Desert Heart Insitute anche a quei pazienti che hanno bisogno di prevenire, come procedura complementare.

> Non solo ne promuoveremo l’uso come integratore alimentare. Stiamo cercando altri modi per usare la L-Arginina e prodotti a base di L-Arginina. Non solo nei pazienti con problemi ma anche molto prima che i problemi arrivino. Stiamo studiando il miglioramento delle prestazioni atletiche negli sportivi. Vogliamo vedere come migliora la prestazione, come migliora la resistenza all’esercizio usando la L-Arginina. Prima o durante l’esercizio. Stiamo cercando altri strumenti: fornirlo ai pazienti con diabete, ad esempio. Oppure per la perdita di peso. Per i pazienti con la sindrome dell’intestino irritabile. Verificare se può aiutare in questi pazienti, vedere se può aiutare in fasi acute. Se è presente una grave infezione nel sistema. Se la L-Arginina stesse migliorando la circolazione del sangue negli anziani, sarebbe un beneficio? Introdurre integratori alimentari di questo tipo è parte, per così dire, di strutture ospedaliere dove stanno cercando di migliorare l’alimentazione. Come parte della terapia. Sarebbe un beneficio per i pazienti? Potrebbe ridurre i tempi di degenza? Ci sono molte cose che ancora non sono state realizzate. Stiamo guardando tutte queste possibilità in questo momento.

> Bene dottore, vorrei spendere un minuto per ringraziarla di aver impiegato il suo tempo e il suo denaro per realizzare tutto il progetto all’High Desert Heart Institute. Penso che si tratti di uno studio storico. Ho avuto l’opportunità e la fortuna di lavorare con questi pazienti all’High Desert Heart Institute e vedere come rispondono. Come continuano a rispondere e come le loro vite continuano a migliorare usando integratori a base di L-Arginina. Ed è davvero un piacere lavorare con lei e voglio che i nostri ascoltatori lo sappiano.

Vi prego di capire che ogni individuo è differente. Pazienti diversi reagiscono in modo diverso a questo prodotto. Non si possono offrire garanzie implicite o esplicite. Il dibattito sui vari potenziali benefici che si possono ottenere dall’uso di questi integratori non può essere considerato una garanzia. Inoltre non è da considerarsi come sostitutivo del consulto medico. Consultate il vostro medico prima di iniziare una dieta, un integratore, o riguardo ai sintomi medici.

 

 

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