Il dolore è mio Amico

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Provare dolore è un’esperienza forte che produce sentimenti altrettanto radicati. Attenzione però: alcuni di essi potrebbero essere solo dei luoghi comuni. Proviamo a capire perché analizzando l’esperienza del dolore stesso. Tutti ricordiamo l’ultima vota in cui abbiamo provato un dolore intenso e la maggior parte di noi, sicuramente, collega l’esperienza ad un incidente, un episodio avvenuto immediatamente prima, che ha causato il dolore stesso: tagliarsi un dito, sbucciarsi un ginocchio, e così via. Normalmente la gente fa lo stesso tipo di collegamento anche in caso di mal di schiena. Poiché il sopraggiungere del dolore è stato un fenomeno repentino e immediato si suppone di poterlo collegare all’azione immediatamente precedente. Eppure, come spesso accade nella vita, la verità è leggermente più complessa.

Il mal di schiena è un sintomo e può derivare da cause completamente differenti tra loro. Da un lato, due pazienti possono provare lo stesso tipo di dolore per cause diverse e dall’altro, due pazienti possono reagire in modo soggettivo allo stesso trattamento. E’ fondamentale spostare l’attenzione dal dolore alla vera causa sottostante al dolore.

La maggior parte dei trattamenti tradizionali per il mal di schiena si concentra esclusivamente sull’eliminazione del dolore ma, per usare una metafora a cui sono affezionato, il dolore è solo la punta dell’iceberg. Bisogna guardare “sotto”. Alleviare il dolore senza risolvere il problema di base comporta che, prima o poi, lo stesso dolore ritornerà, probabilmente in forma ancora più grave ed acuta. Ecco perché si parla spesso di dolore ricorrente.

Bisogna cambiare la prospettiva sul dolore, soprattutto riguardo alla sua definizione. Gli approcci tradizionali lo combattono come un nemico ma è da considerarsi piuttosto un messaggio, qualcosa che il nostro corpo sta cercando di dirci senza essere correttamente ascoltato. Potremmo dire che il corpo urla invece di parlare, per farsi ascoltare. Questo è particolarmente vero per il mal di schiena poiché, per quanto i pazienti siano inclini a collegare il dolore ad un’azione (del tipo “ho fatto questo ed ho avuto il dolore”), spesso il mal di schiena non indica che c’è semplicemente qualcosa che non va alla nostra colonna. Intendo dire che non è sempre il caso di localizzare il problema nel punto esatto in cui sentiamo il dolore, in particolare con il mal di schiena. Bisogna quindi imparare ad analizzare il messaggio che il corpo ci invia per intervenire nel modo giusto. Un esempio credo possa essere quello della lombo sciatalgia. Questo tipo di dolore spesso si irradia nelle gambe seppure l’origine del problema si trovi nella colonna.

Come mi piace ripetere ai miei pazienti, dobbiamo ascoltare il nostro corpo con tutte le sue specificità. Il nostro mal di schiena potrebbe dirci molte cose riguardo a vari tipi di squilibri che stanno causando il nostro malessere, sia che siano recenti sia che siano presenti da diverso tempo e abbiano quindi causato problemi cronici.