Acidosi, zuccheri aggiunti e alimenti raffinati

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I ricercatori sono ormai tutti d’accordo nel collegare un consumo eccessivo di zuccheri a vari problemi di salute: non solo l’obesità e il diabete ma anche cancro, problemi cardiovascolari e Alzheimer. In realtà questo è soprattutto un problema di chi consuma in modo eccessivo alimenti lavorati e confezionat,i rispetto a chi invece è abituato a consumare il cosiddetto cibo vero, integrale e naturale.

Il problema principale, stando alle ultime ricerche svolte, risiede negli zuccheri aggiunti: aumenta la percentuale della popolazione che li utilizza per soddisfare il fabbisogno quotidiano di calorie/energia.

Il primo rischio in cui incorriamo sono le malattie cardiovascolari. Una ricerca condotta nel 2014 dimostra che il rischio di avere seri problemi cardiovascolari è proporzionale alla percentuale di zuccheri aggiunti che vengono utilizzati per l’energia. D’altronde, chiunque abbia delle basi di biologia metabolica, non resta sorpreso da queste statistiche. La American Heart Association (AHA) raccomanda, in particolare, di ridurre il consumo di zuccheri aggiunti nei bambini che non dovrebbero assumerne affatto, prima dei due anni.

Lo zucchero influisce anche sulle funzionalità cerebrali creando una sorta di dipendenza.

Le cellule del cervello, quelle che consumano più zuccheri di ogni altro organo, controllano il nostro metabolismo e la sensazione di fame più di quanto si pensasse in precedenza.

Inoltre, è ben noto che lo zucchero aumenta il rilascio di dopamina (il neurotrasmettitore del benessere): più zucchero si assume e più si ha bisogno di assumerne poiché si diventa resistenti alla dopamina.

Ma non è finita qui. Ci sono prove secondo cui l’Alzheimer e altre malattie neurodegenerative siano legate al consumo costante di glucosio da parte del cervello. Eppure, se il cervello ha assolutamente bisogno di bruciare zuccheri, il glucosio non deve necessariamente esserne la fonte. E’ noto che il cervello funziona persino meglio bruciando i Ketoni, un sottoprodotto derivato dal metabolismo dei grassi da parte delle cellule cerebrali.

Per quanto riguarda il cancro, in particolare, l’eccesso di peso è collegato dagli esperti ad almeno 20 tipi di tumore. Ed è facile capirne il perché: il consumo di zucchero attiva un sistema metabolico complesso che inibisce la capacità naturale dell’organismo di bloccare la formazione e la crescita delle cellule cancerose. Il cancro ha bisogno di glucosio per vivere e i carboidrati si trasformano in glucosio, nel nostro corpo. Per combattere il tumore, bisogna eliminare la sua principale fonte di nutrimento, lo zucchero (si intende ogni tipo di carboidrato non vegetale).

Fino ad oggi avevamo ufficialmente dei generici consigli alla moderazione, riguardo al consumo quotidiano di zuccheri aggiunti, cosa tra l’altro difficile da realizzare se si consumano cibi confezionati. Oggi le cose stanno cambiando. Diversi enti, quali l’American Health Association e il National Institute of Health, si sono espressi fortemente a favore di una drastica riduzione del consumo quotidiano di zuccheri, soprattutto in bambini e ragazzi. Otto Warburg ha ricevuto il premio Nobel nel 1934 per la sua ricerca che identificava nella fermentazione anaerobica del glucosio la fonte principale di nutrimento del tumore.

Anche l’infiammazione è uno stato dannoso che può portare al cancro e un’alimentazione ricca di grassi polinsaturi, zuccheri aggiunti, carboidrati raffinati e ingredienti artificiali è altamente infiammatoria.

Questi rischi possono essere ridotti da una dieta attenta ed equilibrata ricca di grassi sani piuttosto che di zuccheri e di carboidrati raffinati.

Quindi ecco il nostro consiglio: mangiamo cibo vero. Riduciamo l’assunzione di zucchero in tutte le sue forme. Evitiamo cibo confezionato, limitiamo il consumo di carboidrati raffinati, consumiamo grassi sani e insegniamo al nostro organismo a bruciare i grassi per l’energia.